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Volete sapere l’ultima di George Bush?

Con una sentenza della Corte suprema, gli Usa si arrogano il diritto di «rapire» gli stranieri sospettati. Per giudicarli loro. Alla faccia della giustizia.

Massimo Fini da L'Europeo del: 14/08/1992
E’ passata praticamente sotto silenzio, e non solo a causa dei drammatici fatti siciliani. una sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti che non è azzardato definire strabiliante e gravissima. Tale sentenza ha stabilito infatti il principio che gli Stati Uniti hanno il diritto di rapire in Paesi stranieri individui sospettati di reato per poterli giudicare in America.

In tal modo viene negata, a favore degli Usa, la sovranità di tutti gli altri Paesi. In passato solo alcune dittature avevano affermato, peraltro in via di fatto e non certo di diritto, la potestà di colpire all’estero propri cittadini: fuorusciti per motivi politici. Ma i democraticissimi americani sono andati molto più in là. Essi hanno voluto dare veste giuridica e legittima ai loro atti di pirateria compiuti in spregio di ogni norma de diritto internazionale (come fu, per esempio, il rapimento del panamense Manuel Noriega o quello del messicano Humberto Alvarez-Machain accusato di aver ucciso un agente dell’Fbi, vicenda, quest’ultima, che è all’origine della sentenza della Corte), hanno voluto sancire una sorta di proprio ed esclusivo «diritto al crimine», sia pur per fini superiori di giustizia, o ritenuti tali, in ogni parte del globo.

Ma c’è di più. Questo preteso diritto, stando alla Corte Suprema, si applica non solo a cittadini americani che si trovino all’estero, non solo a cittadini stranieri che abbiano colpito persone o beni americani (caso Alvarez-Machain), ma anche nell’ipotesi di cittadini stranieri che siano sospettati di aver compiuto, sempre all’estero. reati nei confronti di altri stranieri purché tali reati rivestano, a insindacabile giudizio del governo americano, un qualche interesse per la giustizia Usa.
Tanto che un magistrato statunitense ha teorizzato il diritto di Washington a processare i colpevoli della strage di Capaci in quanto Giovanni Falcone, come membro del team antimafia Usa- ltalia, poteva essere considerato un giudice americano.

Se passasse questa teoria avremmo quindi cittadini italiani che hanno commesso in Italia reati contro altri italiani sottratti alla nostra giustizia per essere consegnati a quella americana.
Siamo di fronte a un delirio di onnipotenza. Vabbè che gli americani si sono autoproclamati «poliziotti del mondo», ma qualcuno dovrebbe spiegar loro che un «unico Stato Mondiale» , con imperatore Bush, non si è ancora costituito, che esistono tuttora le Sovranità nazionali, le giurisdizioni nazionali e leggi internazionali elementari che tutti sono tenuti a rispettare, Usa compresi, se non si vuole andare invece che verso il conclamato «nuovo ordine mondiale» verso la legge della giungla dove il diritto è solo quello del più forte.
Quando scrivevamo che la pretesa americana di farsi consegnare da Gheddafi i due cittadini libici sospettati per l’attentato di Lockerbie era un inammissibile sopruso e un abominio giuridico, perché nessuno Stato può essere obbligato a consegnare i propri cittadini a una potenza straniera (Europeo, 10/4/92), non lo facevamo certo per difendere il dittatore di Tripoli, di cui non ci potrebbe fregar di meno, ma proprio perché paventavamo i rischi cui si va incontro ogni volta che, sia pur a fin di bene, si infrangono i principi fondamentali del diritto, nazionale o internazionale che sia. Si comincia infatti con l’intaccare la sovranità della Libia e si finisce per non rispettare quella di nessuno. Come l’arrogante e inaudita sentenza della Corte Suprema americana è li a dimostrare.

Purtroppo gli europei non sembrano intenzionati a far nulla per fermare gli Stati Uniti su questa pericolosa china. Dopo la sentenza della Corte americana non c’è stata cancelleria del Vecchio Continente che abbia osato fare commenti. Forse si crede davvero che gli Stati Uniti siano gli unici, patentati, giustizieri del mondo, i veri e soli difensori della libertà dei popoli e degli individui. E invece ci vuole cosi poco a capire che gli Stati Uniti, una volta crollata l’Unione Sovietica e assisisi da soli sul trono del mondo, sono diventati, anche al di là delle loro stesse intenzioni, un pericolo per la libertà di tutti.

pubblicazione: 24/10/2003

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Volete sapere l’ultima di George Bush?, Con una sentenza della Corte suprema, gli Usa si arrogano il diritto di «rapire» gli stranieri sospettati. Per giudicarli loro. Alla faccia della giustizia., [b]Massimo Fini da L'Europeo del: 14/08/1992[/b] E’ passata praticamente sotto silenzio, e non solo a causa dei drammatici fatti siciliani. una
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