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Il sì dell'assemblea di Montecitorio con 284 voti a favore
Via libera della Camera al disegno di legge Gasparri sul riordino del sistema radiotelevisivo, che ora passa al Senato. L'assemblea di Montecitorio lo ha approvato, a scrutinio segreto, con 284 sì e 232 no. La maggioranza richiesta era di 259 voti.
Il voto finale arriva dopo una giornata resa incandescente, ieri, prima dall'approvazione (grazie a 17 franchi tiratori del centrodestra) di un emendamento presentato dall'opposizione che stabilisce che nessun soggetto privato può possedere più di due reti; poi dal "blitz" del centrodestra che ha approvato, tra le proteste del centrosinistra, una modifica dei criteri di nomina dei vertici Rai, riportandoli di fatto sotto il controllo di chi detiene la maggioranza parlamentare. Una giornata che, malgrado il voto di oggi, lascia un pesante strascico politico nella coalizione di governo. Mentre il relatore forzista Paolo Romani dice che "ieri c'è stata una sconfitta politica, ma oggi c'è la vittoria complessiva della coalizione", e anche Gasparri esprime il suo compiacimento ("quella di oggi è un'altra tappa, ora faremo una valutazione e decideremo come intervenire al Senato"), il leghista Ce' attacca i centristi dell'Udc e chiede un "chiarimento politico nella maggioranza".
Nessuno conosce i nomi dei 17 franchi tiratori che ieri hanno "impallinato" l'articolo 15 della legge votando assieme all'opposizione. Ma il capogruppo del Carroccio a Montecitorio non ha dubbi. "Ieri c'è stato uno strappo politico forte da parte dell'Udc - dice Ce' - e ora il presidente del Consiglio si deve fare interprete di questa esigenza e avviare un chiarimento". Quindi l'esponente leghista avverte: "La legislatura è lunga e noi non siamo disponibili a sopportare per troppo tempo posizioni trasversali che per la maggioranza diventano laceranti".
L'opposizione, che comunque ieri ha conseguito un rilevante successo politico ottenendo la modifica dell'articolo 15 del testo, torna intanto a parlare di un provvedimento che favorisce il conflitto di interessi del premier Silvio Berlusconi. Basta ascoltare le parole di Rosi Bindi: "Questa legge ha dell'incredibile perché è l'unico provvedimento che in una economia di mercato agisce per rafforzare i trust e i monopoli"
Dai Democratici di sinistra si fa intanto notare che anche per il voto finale, come accaduto ieri sull'emendamento Giulietti, ci sono stati alcuni franchi tiratori, a dimostrazione del "mal di pancia" del centrodestra. Secondo la Quercia sono stati dieci i deputati della Casa delle libertà che hanno votato con l'opposizione.
(Repubblica 3 aprile 2003)
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