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Noi scopini dei conflitti made in Usa

Gli americani fanno le guerre che più convengono ai loro interessi economici e politici. Poi le spese per il mantenimento della pace toccano agli europei

Massimo Fini da Il Borghese del: 07/11/2000
Gli Americani sono un misto di cinismo e di candore e non si capisce quale delle due cose sia più ripugnante, perché anche il candore, quando svela il cinismo, fa ribrezzo. Così nel 1992 una funzionaria della Casa Bianca, Beth Osborne Daponte, svelò le cifre delle vittime civili (oggi si chiamerebbero «danni collaterali») dei «missili intelligenti» e delle «bombe chirurgiche» durante i cinquanta giorni della Guerra del Golfo: 32.195 bambini, 39.612 donne, 86.164 uomini, per un totale di circa 160.000 (infinitamente di più, sia detto di passata, di quante ne abbia fatte la famigerata guerra di Bosnia degli ancor più famigerati Mladic e Karadzgic). Era una notizia, e piuttosto grossina, e l’ Ansa correttamente la riprese, ma i giornali italiani non ne fecero parola a parte un trafiletto pubblicato in ottava pagina della Stampa del 7/3/92. La Daponte fu poi licenziata per quelle rivelazioni ma i nostri giornali non fecero cenno nemmeno di questa seconda notizia dato che avevano ignorato la prima.

Chissà se la stessa silenziosa fine della Daponte farà Condoleza Rice, consulente di George Bush junior, la quale altrettanto candidamente ha spiegato quale sarà la politica degli americani nei confronti dell’Europa nel caso lo junior diventi Presidente. Ha detto la simpatica Condoleza: «L’ obiettivo di Bush è una nuova divisione del lavoro fra americani ed Europei. Il ruolo dell’ America sarebbe di vincere le guerre e quelle dell’Europa di vincere la pace. Non possiamo lasciarci assorbire dal mantenimento della pace nei Balcani perché andrebbe a scapito delle nostre azioni militari altrove». Elementare Watson: L’ America fa le guerre che più convengono ai suoi interessi militari, politici ed economici, ma poi le grane e le spese per il mantenimento della pace, il logoramento degli eserciti in zone infide e i costi della ricostruzione devono andare sul gobbo degli Europei. Nessun dubbio che questo sia, da alcuni anni, l’obiettivo degli americani, in Bosnia, in Kosovo, a Timor Est, la novità è che la Condoleza Rice l’ha detto papale papale.

Evidentemente pensa che i Governi Europei siano talmente rimminchioniti e succubi degli United States of America da non batter ciglio. E probabilmente ha ragione, Condoleza. La guerra «umanitaria» in Bosnia e in Kosovo contro la Jugoslavia faceva forse gli interessi degli Europei? Certamente no. A parte i legami storici che alcuni Paesi europei, soprattutto Francia e Italia, hanno con la Serbia, la Jugoslavia di Milosevic era un fattore di stabilizzazione dei Balcani e non il contrario come si è gridato fino a sgolarsi. Ora che la Serbia è ridotta ai minimi termini, benché democratica e liberale, Kosovo, Montenegro, Macedonia, Bosnia, Albania, scomparso il gendarme Milosevic, sono diventate delle «terre di nessuno» dove si è ingigantita e prospera ogni forma di criminalità organizzata e mafia. Le quali rovesciano i loro sporchi affari sul Paese vicino più ricco: l’Italia. Un salto di qualità del contrabbando in Puglia e delle malavite slave al nord (prostituzione, droga, armi) son solo degli esempi. Le guerre «umanitarie» nei Balcani sono servite agli Stati Uniti per creare un cuneo di musulmanesimo laico in Europa (Albania, più Bosnia, più Kosovo) funzionaIe al loro più importante alleato nell’ area, la Turchia dei generali tagliagole (i quali fanno ogni giorno, in Kurdistan più morti di quanti ne abbia fatti Milosevic in Kosovo in undici anni). Dal punto di vista degli americani la cosa è perfetta. Ma conveniva di più all’Europa avere nei Balcani quale forza egemone un Paese pur sempre europeo, per quanto socialisteggiante, come la Serbia o un Paese musulmano come la Turchia?

Inoltre la strisciante espansione islamica, integralista o meno, sta mettendo a dura prova oltre che le nostre possibilità d’accoglienza anche i nostri nervi se Bossi e i suoi han sentito l’esigenza di inscenare l’intollerante, indecente e cretina manifestazione di Lodi contro la costruzione di una Moschea. Quando non era ancora salito sul carro dl Berlusconi, Bossi capiva benissimo che l’ espansione islamica andava prosciugata alla fonte e infatti mandava i suoi a solidarizzare con Belgrado, non contro l’Islam ma contro l’ America. Adesso è costretto ad arrampicarsi sugli specchi, cavalcando l’aspetto deteriore del suo movimento: la xenofobia.

Comunque questa è la meritata e inevitabile fine che fan sempre i servi. E fa bene Condoleza Rice a dirci in faccia che il glorioso destino degli europei è di far gli scopini delle guerre che gli americani fanno per i loro interessi contro i nostri.

pubblicazione: 24/10/2003

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