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Martelli, La Malfa, Occhetto e ora anche De Mita vogliono riformare il sistema. Vecchi politici che si travestono. Ma il vento soffia e li sta travolgendo
Massimo Fini da L'Europeo del: 25/09/1992 Nelle ultime settimane della seconda guerra mondiale, quando Hitler, chiuso nel bunker, si preparava al suicidio, Bormann e Goering intrigavano e tramavano, l’un contro l’altro, per prenderne il posto. La Germania era in ginocchio, i russi alle porte di Berlino, il Terzo Reich alla fine, ma gli alti papaveri del nazismo, quasi non si accorgessero che tutto stava crollando, non rinunciavano a battersi per un potere inesistente.
È la stessa impressione che danno i politici di seconda schiera della partitocrazia che, in queste settimane e mesi, hanno ingaggiato una lotta sorda per sostituirsi alle leadership morenti: c’è Martelli che pugnala alla schiena il cadavere politico di Craxi, D’ Alema che manovra sott’acqua per scalzare Occhetto, La Malfa Giorgio figlio di La Malfa Ugo (vale a dire quasi cinquant’anni di permanenza ininterrotta al governo) che si propone come «homo novus» e persino De Mita che, dimentico di tutto, a cominciare dall’irpiniagate cerca di accreditarsi come sostituto dell’Andreotti defunto e del Forlani agonizzante. Come Bormann e Goering, Martelli, D’ Alema, De Mita, La Malfa e tutti gli altri non si accorgono di battersi per un potere inesistente o che, comunque, ha i giorni contati. Come Bormann e Goering non sembrano rendersi conto che la guerra è perduta e che a perderla non è stato solo Hitler, ma il regime.
Quando l’onorevole Martelli disegna onirici scenari di una «grande sinistra» che, dal Psi al Pds passando per il Pri, dovrebbe porsi, sotto la sua guida, in alternativa alla Dc si comporta come i generali nazisti che negli ultimi giorni del Terzo Reich, muovevano armate che esistevano solo sulla carta. Perche può darsi benissimo che Martelli riesca a coronare il suo sogno di prendere il posto di Craxi, ma quando ciò avverrà rischia di trovarsi seduto, sol che gli italiani, com’è probabilissimo, siano richiamati alle urne, su un partito con percentuali d’albumina. E lo stesso vale per D’ Alema per non dire di La Malfa.
Ciò che la classe politica italiana sembra non aver capito è che il vento dell’ 89 europeo è arrivato, sia pur con tre anni di ritardo, anche da noi. Che siamo in una situazione non diversa, per molti aspetti, da quella vissuta dai Paesi dell’Est europeo dopo il crollo dell’Urss. E che quindi le operazioni di cosmesi non servono a niente, che i consueti travestitismi e trasformismi non incantano più nessuno. E invece i partiti pretendono di continuare a prenderci in giro. Dalla Dc al Psi non si sente parlar d’altro che di «azzeramento» delle tessere a perpetuare così l’infingimento che la degenerazione della classe dirigente sia stata dovuta a una cattiva selezione del personale politico che ha consentito l’infiltrazione di una serie di «mariuoli». Mentre è vero l’esatto contrario e cioè che sono stati i vertici dei partiti a creare di proposito i «mariuoli» per poter continuare a lucrare un consenso che non avevano più.
La nostra classe dirigente non sembra rendersi conto che agli italiani non interessano i problemi interni di partiti ai quali non credono più, le loro alleanze, presenti e future, i loro ridicoli e offensivi progetti di autoriforma (che sarebbe come dire che il ladro concede, graziosamente, di non rubare più). Ciò che gli italiani vogliono, puramente e semplicemente, è che i partiti sloggino da tutte le istituzioni e i luoghi che hanno indebitamente occupato. E non affideranno certamente quest’opera di rifondazione del sistema, che poi non è che un ritorno alla Costituzione e alla legge, a coloro che lo hanno affossato, non foss’altro perché, come scrive Bocca, «non si affida la ricostruzione di un’azienda che ha fatto fallimento a coloro che l’hanno fatta fallire».
Perciò sarebbe veramente paradossale se dopo vent’anni di malgoverno, di ruberie, di prepotenze, dopo i pesanti sacrifici che ci sono e ci saranno richiesti per salvare una situazione di cui questa classe politica è pienamente responsabile, ci trovassimo, come tutto risultato, ad avere al posto dei Craxi, dei Forlani, degli Occhetto, i Martelli, i D’ Alema, i De Mita cioè, per restare alla metafora, i Bormann e i Goering di casa nostra.
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