Politica :: Chiesa e religione :: Libera Chiesa in suddito Stato

 :. Home  :.  Politica  :.  Chiesa e religione  :. Politica :: Chiesa e religione :: Libera Chiesa in suddito Stato





Denaro
Economia
Guadagnare con Internet
Politica
Berlusconi
Chiesa e religione
Cronaca
Cultura
Diritto
Far Spettacolo
Federalismo
Giustizia
Informazione, stampa e libertà d'opinione
Personaggi
Politica Estera
Politica interna
Questioni Piacentine
Recensioni
Reportage
Società
Sviluppo tecnologico





Libera Chiesa in suddito Stato

Massimo Fini da Il Borghese del: 21/11/2000

«Non mi pare che il Vaticano abbia titolo per interferire nelle scelte di politica criminale dell’Italia». Di chi è questa voce, l’unica che si è levata contro l’ ennesima intrusione di Papa Wojtyla negli affari interni italiani, nella fattispecie la reiterata richiesta di un «provvedimento di clemenza» in occasione dell’anno giubilare? Di un marxista di stretta osservanza, di un trotzkista, di un comunista vecchia maniera, di un mangiapreti di quelli che portavano la cravattona nera alla Lavalliere, di un uomo di sinistra o quantomeno di un diessino sia pur edulcorato, oppure di un liberale laico come pretendono di essere quelli di Forza Italia? Nient’affatto.
La voce è di Francesco Saverio Borrelli, un magistrato, il solo che nel clima di conformismo e di ossequio alla babbuccia papale, ha osato ricordare e difendere la laicità dello Stato.

Sono anni che il Papa e le gerarchie ecclesiastiche fanno scempio del principio cavouriano «libera Chiesa in libero Stato» che si è trasformato da un lato nel divieto assoluto di criticare il Papa, non -come è ovvio - quando parla delle cose di cui dovrebbe occuparsi ma quando fa politica, e dall’altra nella possibilità indiscriminata della Chiesa di intromettersi negli affari interni dello Stato italiano, si tratti di bastonare -a suo tempo- la Lega secessionista o di attaccare i magistrati di Mani Pulite o di pretendere di imporre ai farmacisti di sottrarsi a un obbligo di legge o, appunto, di continuare a premere sulla classe politica per l’amnistia e per l’indulto con l’unico risultato di creare pericolose attese nelle carceri. Di fronte a questa invadenza papalina stupisce il silenzio delle sinistre (i forzisti, si sa, sono baciapile per vocazione, in quanto alla destra propriamente detta, non esiste più).

Questo ossequio generalizzato a Papa Wojtyla ha due motivazioni: una, è generale e di costume. I personaggi dello Star System, in un’ orgia di estatica ammirazione per chiunque abbia successo, sono diventati degli intoccabili, si tratti di Clinton e dell’intollerabile Mina e del paraculo Benigni e quindi anche del Papa che nel circo mediatico è la star di tutte le star. La seconda, è politica e riguarda precipuamente Papa Wojtyla. Nessuno osa contraddirlo, anche quando fa cose che gridano vendetta al cielo (laico), tantomeno da sinistra, perché si ritiene che il Papa abbia una fortissima influenza sul voto dei cattolici. Non si sono accorte le sinistre imbesuite che tanto più aumenta la popolarità di Wojtyla come star, e quasi come pop star, tante più diminuisce la sua presa sul mondo cattolico, almeno quello occidentale, proprio perché quanto più diventa personaggio dello star system tanto più perde in autorità spirituale. Wojtyla vale un po’ di più Jovanotti ma gioca sul suo stesso terreno. E’ curiosa la vicenda di Wojtyla. Come struttura antropologica e mentale è un Papa non solo preconciliare, ma pretridentino. Un Papa quasi medioevale, ma a furia di trafficare con i media, di utilizzarli senza risparmio, è diventato un simbolo della modernità. Il mezzo, direbbe Mac Luhan, ha ucciso il messaggio. Tanto è vero che, in tutto mondo industrializzato, le vocazioni cattoliche si stanno paurosamente riducendo e perdono d’intensità. Si preferisce, in tutto l’Occidente una volta cristiano, affidarsi alle sette, al satanismo, ai maghi, all’astrologia, ai tarocchi. Ci sarebbe quasi da essere contenti di questo sprofondare della Chiesa nella melassa mediatica, costretta a mettersi in concorrenza col Grande Fratello, se questo non avvenisse a pro di un edonismo straccione e non di una superiore spiritualità.

Nostalgia di Pio XII, la cui alta, ieratica, figura vidi per la prima volta, ragazzino, agli albori della tivù. Celebrava messa, non disse una parola se non in latino e poi si ritirò, misterioso, nelle sue stanze. Nostalgia di Paolo VI, il tormentato Papa Montini, che si macerava nel dubbio e una volta, di punto in bianco, quando tutti si erano persino dimenticati della sua esistenza, disse: «E aspettiamo ancora Prezzolini», pur sapendo quale valore simbolico avesse la conversione di un laico, quale era Prezzolini (e quale è ogni laico, che non sia un ateo idiota che altro non è che la versione, di segno opposto, del clericale), alla perenne ricerca di Dio. Wojtyla è pronto per entrare, sia pur come ospite d’ onore, come Vip dei Vip, come la più grande pop star dell’epoca, nel salotto di Vespa dove peraltro si è già palesato telefonicamente inumidendo l’occhio del Serpente a Sonagli non per commozione religiosa ma per lo scoop che stava facendo. Arridatece Lefevre.

pubblicazione: 24/10/2003

Schede correlate
Guai a chi tocca l’orticello del Papa
Il rogo antieretico non è spento
La clonazione ci farà vivere male
Ma che Papa impiccione
Ma così lo Stato Vaticano viola le regole del Concordato
Pivetti: io dico che è un atto di coraggio
Porta a porta con il Papa, una farsa
Un osservatore troppo Romano

Categoria:
Politica » Chiesa e religione

Area Geografica
Europa » Città del Vaticano

massimo fini

Annunci Immobiliari | Immobili Milano | Mutui Case  
Politica :: Chiesa e religione :: Libera Chiesa in suddito Stato
Libera Chiesa in suddito Stato, , [b]Massimo Fini da Il Borghese del: 21/11/2000[/b] «Non mi pare che il Vaticano abbia titolo per interferire nelle scelte di politica criminal
Politica, Chiesa e religione, , mutui, finanza, mercato azionario, borsa e monete, fisco, prestiti personali, prestiti al consumo, conti correnti
esecuzione in 0,125 sec.
5 visitatori connessi