Politica :: Politica Estera :: La guerra in Macedonia e la crisi del Kosovo

 :. Home  :.  Politica  :.  Politica Estera  :. Politica :: Politica Estera :: La guerra in Macedonia e la crisi del Kosovo





Denaro
Economia
Guadagnare con Internet
Politica
Berlusconi
Chiesa e religione
Cronaca
Cultura
Diritto
Far Spettacolo
Federalismo
Giustizia
Informazione, stampa e libertà d'opinione
Personaggi
Politica Estera
Politica interna
Questioni Piacentine
Recensioni
Reportage
Società
Sviluppo tecnologico





La guerra in Macedonia e la crisi del Kosovo

Massimo Fini da Il Tempo del: 24/03/2001
Le cannonate dell’esercito macedone hanno fatto più di centocinquanta feriti in un villaggio sulle montagne ai confini fra Macedonia e Kosovo. E l’altro ieri, a Tetovo, due civili di etnia albanese non responsabili di nulla se non di avere un atteggiamento che la polizia riteneva sospetto sono stati brutalmente uccisi, come tutti abbiamo potuto vedere in Tv, dalle forze dell’ordine che avevano perso la testa. Eppure non ci sono state proteste internazionali, anzi la Nato e i Paesi occidentali appoggiano, non solo moralmente ma anche logisticamente, le forze regolari macedoni, poiché si ritiene giusto, lecito e inevitabile che uno Stato si difenda, anche commettendo qualche errore e qualche brutalità, da una guerriglia armata. Mi chiedo perché lo stesso metro non sia stato applicato per la Jugoslavia quando si difendeva da trentamila guerriglieri in armi (e non trecento quanti sono per ora i ribelli albanesi in Macedonia) che agivano su un territorio grande un terzo del Piemonte. Forse che gli albanesi ribelli della Macedonia hanno minori ragioni degli albanesi del Kosovo? Certamente no, anche in Macedonia esiste una consistente minoranza albanese (un quarto circa della popolazione) che diventa schiacciante maggioranza nella regione di Tetovo, esattamente come gli albanesi in minoranza in Jugoslavia erano maggioranza in Kosovo. Anzi la presenza serba in Kosovo era molto maggiore di quella slava a Tetovo e dintorni, per cui una eventuale richiesta separatista in questa regione ha migliori ragioni di quante non ne avesse l’istanza indipendentista in Kosovo. Eppure gli albanesi di Macedonia non chiedono l’indipendenza ma solo parità di diritti civili, mentre gli obiettivi dell’Uck kosovaro erano dichiaratamente separatisti. In Kosovo l’Uck usava il terrorismo, con assassinio di poliziotti e civili di etnia serba, come arma sistematica di lotta, in Macedonia questo non è ancora avvenuto.
Per tutta questa serie di motivi ci sarebbe da ritenere che la repressione dello Stato jugoslavo nei confronti della guerriglia albanese avesse qualche giustificazione in più di quella dello Stato macedone contro i ribelli albanesi. Eppure mentre la comunità internazionale, e in particolare gli americani e la Nato, non ebbero alcuna indulgenza verso la Jugoslavia, negando il suo diritto a difendere la propria integrità territoriale e una regione, il Kosovo, che era considerata la culla della nazione serba, tanto da intervenire poi militarmente a favore della guerriglia dell’Uck, la stessa comunità accorda questo diritto allo Stato macedone e si schiera a suo fianco contro la guerriglia.
Perché questa disparità di trattamento? Perché Milosevic era un dittatore mentre lo Stato macedone è democratico? A parte che Milosevic era un dittatore molto sui generis, visto che l’80% della stampa era in mano alle forze dell’opposizione e gli antagonisti circolavano liberamente tant’è che poi hanno vinto regolari elezioni, questo argomento non convince perché il diritto d’uno Stato e di un popolo a mantenere l’integrità del proprio territorio resta tale quale che sia il regime da cui è retto. Si tratta allora del fatto che la repressione della guerriglia kosovara era particolarmente feroce? Anche questo è molto discutibile. Prima dell’intervento della Nato i civili uccisi dall’esercito o dalle forze paramilitari jugoslave erano stati 200, cifra dolorosa ma relativamente bassa se si considera l’ampiezza dello scontro in atto, la sua durata (un anno e mezzo) e il fatto che in una lotta partigiana non sempre è facile distinguere un civile da un militante, comunque infinitamente inferiore a quelle che si hanno in altre regioni del mondo che si trovano in situazioni analoghe, per esempio in Kurdistan con la repressione turca dell’indipendentismo curdo. In Macedonia in pochissimi giorni l’esercito e la polizia, per debellare un pugno di trecento ribelli, ha già fatto parecchi morti e centinaia di feriti fra i civili. Se la lotta dovesse continuare è facile prevedere che il numero delle vittime innocenti attribuite alla repressione di Milosevic verrebbe rapidamente superato.
Dal Kosovo alla Macedonia, nel giro di due soli anni, principi, diritti, ragioni sono stati completamente ribaltati: ciò che era valido in Jugoslavia non è più valido in Macedonia, i diritti della guerriglia cedono il passo alle ragioni dello Stato, la repressione si trasforma in legittima difesa. I «diritti umani» calpestati in Kosovo non sono più tali in Macedonia e nessuna Emma Bonino saltella da una Tv all’altra per invocare un intervento Nato contro il governo macedone, al contrario, si chiede che la Nato si schieri contro la guerriglia albanese.
E ad Emma Bonino, alle Bonino di tutte le risme, al governo che decretò la partecipazione alla guerra contro la Jugoslavia, e alla opposizione che l’appoggiò entusiasta, vorremmo chiedere perché i principi sono capovolti a seconda che sostengano le ragioni degli uni piuttosto che degli altri

pubblicazione: 24/10/2003

Schede correlate
Campioni del mondo di boomerang
Chi si ricorda dei poveri curdi?

Categoria:
Politica » Politica Estera

Area Geografica
Europa » Italia

massimo fini

Annunci Immobiliari | Immobili Milano | Mutui Case  
Politica :: Politica Estera :: La guerra in Macedonia e la crisi del Kosovo
La guerra in Macedonia e la crisi del Kosovo, , [b]Massimo Fini da Il Tempo del: 24/03/2001[/b] Le cannonate dell’esercito macedone hanno fatto più di centocinquanta feriti in un villagg
Politica, Politica Estera, , mutui, finanza, mercato azionario, borsa e monete, fisco, prestiti personali, prestiti al consumo, conti correnti
esecuzione in 0,109 sec.
2 visitatori connessi