Sviluppo tecnologico :: La clonazione ci farà vivere male

 :. Home  :.  Sviluppo tecnologico  :. Sviluppo tecnologico :: La clonazione ci farà vivere male





Denaro
Economia
Guadagnare con Internet
Politica
Sviluppo tecnologico





La clonazione ci farà vivere male

La civiltà industriale ha paura della morte più di ogni altra nel passato. E per prolungare ad ogni costo la vita si piega a qualsiasi mostruosità

Massimo Fini da Libero settimanale del: 04/09/2000
L’ altra sera a Zapping, la bella trasmissione radiofonica condotta da Aldo Forbice, cui ogni tanto vengo invitato, molti ascoltatori, laici, erano risentiti per il no alla clonazione umana che Giovanni Paolo II ha pronunciato al Congresso internazionale sui trapianti e hanno sostenuto che questo Papato sta diventando molto ingombrante, soprattutto per l’Italia che ha il Vaticano in casa.

Hanno ragione in linea generale ma non nel caso particolare. Hanno ragione perché sono ormai infiniti gli interventi di Papa Wojtyla, dei cardinali, dei vescovi nelle questioni di politica interna dello Stato italiano e addirittura sul suo assetto istituzionale o sulla legge elettorale, tutte cose che non c’ entrano assolutamente nulla col magistero della Chiesa anche volendo allargare la dimensione religiosa a quella sociale. E certo sarebbe meglio per l’Italia se questo papa politicante, intrigante, che si comporta come una pop star, fosse rispedito ad Avignone in attesa che venga un Pontefice un po’ più spirituale. Ed è gravissima colpa dei politici italiani, di destra e di sinistra, aver accettato queste indebite interferenze che ledono lo spirito del Concordato («libera Chiesa in libero Stato» secondo il brocardo liberale di Cavour), di averlo anzi applaudito per meschini interessi di bottega, perché di volta in volta facevan comodo a questo o a quello.

Ma gli ascoltatori laici di Zapping hanno torto quando contestano a Wojtyla il diritto di intervenire in materia di clonazione. Qui si tratta infatti di una questione etica, cioè proprio di un tipo di questione che riguarda da sempre, anche se non esclusivamente, la religione. Starà poi al Parlamento dello Stato decidere, nella propria assoluta autonomia, se dare ascolto o meno a questa voce nella fattispecie particolarmente autorevole.

Precisato questo, io penso che per un laico la clonazione umana sia un problema, prima ancora che etico, di qualità della vita. La clonazione umana fa infatti parte di quella infinita serie di artifici tecnologici che con l’aria, e anche l’intento, di migliorarci la vita la peggiorano e ci portano in un mondo di orrori raccapriccianti. Al fondo della strada della clonazione umana c’ è infatti la creazione di replicanti, senza cervello, che verranno tenuti in vita fino all’ età adulta per strappar poi loro, all’ occorrenza, il cuore, il fegato, i polmoni, gli occhi, la pelle e quant’altro possa servire. Non so se questo sia etico, è sicuramente orribile. Ridley Scott ci ha fatto un film, Blade Runner, che è un capolavoro della fantascienza ma anche del genere horror. Vogliamo vivere fra gli orrori? Dico: ma tutto ciò è fatto a fin di bene, per poter curare certe malattie e per salvare, con i trapianti, degli uomini che altrimenti morirebbero.

Ma la conservazione della vita è un bene sempre e comunque, un bene assoluto come pretende la moderna medicina tecnologica? E'una domanda che si era già posto Max Weber agli inizi del Novecento in una conferenza intitolata La scienza come professione: «La medicina. ..considera positivo,unicamente come tale, il compito della conservazione della vita… Tutte le scienze naturali danno una risposta a questa domanda: che cosa dobbiamo fare se vogliamo dominare tecnicamente la vita? Ma se vogliamo e dobbiamo dominarla tecnicamente, e se ciò in definitiva abbia un significato, esse lo lasciano del tutto in sospeso oppure lo presuppongono per i loro fini».

Il fatto è che noi non sappiamo più accettare la morte. Circondati da un mondo di oggetti inerti, di artefatti, di tecniche, lontani da quello della natura che è diventata anch’essa un prodotto, abbiamo perso la consapevolezza che la morte è necessaria alla vita nell’eterno ciclo seme-pianta-seme. Quella industriale è la prima civiltà che non ha elaborato una cultura della morte, semplicemente la rimuove. Ciò significa che abbiamo una paura della morte quale nessuna epoca del passato ha conosciuto. E chi ha paura della morte vive male oltre che morire male. «Muore mille volte chi ha paura della morte», dice Epicuro. Il problema non è allungare e conservare a tutti i costi una vita che è comunque destinata a spegnersi, costruendo, per evitare l’inevitabile, un mostruoso mondo di replicanti, di pezzi di ricambio, di Frankenstein come quella bimba di quattro anni che, con gran giubilo degli scienziati, vive con sette organi trapiantati. Il problema è accettare la morte come accadimento naturale e vivere quindi serenamente. È ovvio che chiunque di noi è disposto a dire sì a qualsiasi mostruosità pur di prolungare la propria esistenza. Ma se si volesse bene agli uomini non li si porrebbe di fronte a simili dilemmi. Perché per uno che vive un po’ di più è un’ armonia e una serenità complessive che noi stiamo distruggendo.

pubblicazione: 24/10/2003

Schede correlate
Guai a chi tocca l’orticello del Papa

Categoria:
Sviluppo tecnologico

Area Geografica
Europa » Italia

Annunci Immobiliari | Immobili Milano | Mutui Case  
Sviluppo tecnologico :: La clonazione ci farà vivere male
La clonazione ci farà vivere male, La civiltà industriale ha paura della morte più di ogni altra nel passato. E per prolungare ad ogni costo la vita si piega a qualsiasi mostruosità, [b]Massimo Fini da Libero settimanale del: 04/09/2000[/b] L’ altra sera a [i]Zapping[/i], la bella trasmissione radiofonica condotta da Aldo Fo
Sviluppo tecnologico, , mutui, finanza, mercato azionario, borsa e monete, fisco, prestiti personali, prestiti al consumo, conti correnti
esecuzione in 0,108 sec.
2 visitatori connessi