Politica :: Politica Estera :: E’ ora di liberarsi degli americani

 :. Home  :.  Politica  :.  Politica Estera  :. Politica :: Politica Estera :: E’ ora di liberarsi degli americani





Denaro
Economia
Guadagnare con Internet
Politica
Berlusconi
Chiesa e religione
Cronaca
Cultura
Diritto
Far Spettacolo
Federalismo
Giustizia
Informazione, stampa e libertà d'opinione
Personaggi
Politica Estera
Politica interna
Questioni Piacentine
Recensioni
Reportage
Società
Sviluppo tecnologico





E’ ora di liberarsi degli americani

L’assoluzione del pilota Usa è un atto di arroganza nei confronti dell’Italia. Che con l’adesione alla Nato ha rinunciato per 50 anni alla propria sovranità. Adesso basta.

Massimo Fini da Il Borghese del: 17/03/1999
A meno che non si appartenga a Rifondazione Comunista, ai Comunisti italiani o alla Lega, cioè alle formazioni che da tempo mettono in discussione la Nato, sono di coccodrillo le lacrime di indignazione che gli esponenti di tutte le forze politiche hanno versato per il verdetto con cui il Tribunale militare di Camp Lejeune, composto da otto ragazzotti del corpo dei marines, ha mandato assolto Richard Ashby, il pilota ai comandi dell’aereo che causò la tragedia del Cermis. Non è nemmeno il caso di soffermarsi su questo giudizio-farsa, la cui motivazione, molto democraticamente, rimarrà segreta, il fatto è che quando si rinuncia a porzioni importanti della propria sovranità nazionale e addirittura a una delle sue funzioni costitutive, qual è quella giurisdizionale, come ha fatto l’Italia firmando gli accordi Nato del 1951, si va fatalmente incontro a sentenze come quella di Camp Lejeune. Del resto l’episodio di Cermis non è che l’ultimo, anche se il più tragico, di una serie. Per ricordare un solo precedente, tre anni fa alcuni marines di stanza alla base Nato di Napoli stuprarono due ragazze, furono consegnati alla giustizia americana e di loro non si è saputo più nulla.
Ma più offensive ancora, se possibile, dello stesso verdetto sono state le «riparazioni» offerte da Bill Clinton: 50 mila dollari di risarcimento a ogni famiglia e il possibile rilascio di Silvia Baraldini. Come se la giustizia fosse una questione di soldi, come se si potesse comprare con un pugno di dollari la vita di 20 persone, come se la consegna di una terrorista italiana condannata a 45 anni, perché venga poi liberata in Italia secondo i nostri laschi costumi, ripaghi in qualche modo le famiglie delle vittime del Cermis e non aggiunga invece, con una compensazione balorda, ingiustizia a ingiustizia. Spiace dire che il comportamento del nostro presidente del Consiglio, in visita ufficiale negli Stati Uniti proprio il giorno del verdetto, è stato molto debole e deludente. Avrebbe dovuto girare il culo e tornare in Italia, facendo così almeno sentire agli strafottenti americani tutta l’indignazione del nostro popolo. Ha ragione Bertinotti: l’onore di un Paese non può essere oggetto di baratto.
Adesso sia gli esponenti della maggioranza che dell’opposizione si affannano a dire che l’incidente del Cermis e il verdetto che ne è seguito non possono intaccare «la storica amicizia con gli Stati Uniti». Ciò potrebbe avere una parvenza di realismo se le ragioni di questa «amicizia storica» (ma sarebbe più esatto definirla «coatta» ) esistessero ancora. La storia cambia e le ragioni di certe amicizie anche. Oggi non è questione di rivedere questa o quella clausola della Nato, come fingono di credere certi esponenti della maggioranza (in quanto l’opposizione polista è schierata, come sempre, su posizioni di totale soccombismo all’America) e nemmeno di mettere in discussione la presenza delle basi americane in Italia, ma è la stessa Alleanza Atlantica che non ha più alcuna ragione d’essere. L’ adesione dell’Italia e degli altri Paesi europei alla Nato si giustificava finche è esistita l’Unione Sovietica, in quanto il potenziale atomico Usa funzionava da deterrente: l’Urss non poteva aggredire, magari con l’atomica, la Germania Ovest o l’Italia perché sapeva che contestualmente alcuni missili Nato sarebbero partiti in direzione di Mosca. Per gli europei il prezzo di questa difesa è stato la rinuncia all’interezza della propria sovranità con l’adesione alla Nato che, viceversa, per gli americani è stato lo strumento con cui per più di mezzo secolo hanno tenuto soggiogata, militarmente, politicamente, economicamente e culturalmente l’Europa.
Per la verità la Nato aveva già perso ogni senso per gli europei da quando il presidente Reagan, in un momento di brutale franchezza o di ubriachezza, si lasciò sfuggire che l ‘Europa poteva «essere scenario di una guerra atomica limitata». A ogni buon conto se la Nato ha mai avuto un senso, oggi, a dieci anni dal crollo del muro di Berlino, con tutta evidenza non l’ha più. Non si tratta di essere pregiudizialmente «antiamericani», come bombardano quotidianamente, facendo terrorismo ideologico, Fini, Berlusconi e gli altri, ma di prendere realisticamente atto che gli interessi americani e quelli europei sono diversi e a volte contrapposti. Per quello che riguarda specificamente l’Italia non si capisce, per fare qualche esempio, perché noi si debba intervenire in Bosnia a favore dei croati e contro i serbi, quando con i croati abbiamo ferite aperte, antichi contenziosi di confine, una minoranza bistrattata in Istria e il presidente Tudjman non perde occasione per dimostrare il suo disprezzo per l’Italia, mentre con i serbi non abbiamo nessun contenzioso e un’amicizia che risale all’alleanza nella Prima guerra mondiale; non si capisce perché in Kosovo noi si debba parteggiare per gli albanesi contro i serbi quando sono i primi e non i secondi a darci parecchi grattacapi; non si capisce perché si debbano trattare le popolazioni arabo-musulmane con l’arroganza Usa quando noi, oltre a far parte di una cultura comune, le abbiamo sull’uscio di casa mentre gli americani possono comportarsi come vogliono, tanto stanno a diecimila chilometri di distanza. Ma al di là dell’Italia il discorso riguarda l’Europa intera. L’Europa avrà un senso se non sarà solo quella dell’euro, ma se sarà un’Europa unita, neutrale, armata e nucleare. Non per sfogare istinti aggressivi su chicchessia, ma per riacquistare quell’indipendenza, quella sovranità politica, militare, economica, culturale, e anche quella dignità che le sono state sottratte. La rendita di posizione degli Stati Uniti, derivante dalla vittoria nella Seconda guerra mondiale, è durata più di mezzo secolo. Abbiamo pagato il nostro debito «ad abundantiam». Ora è venuto il momento di dire basta.

pubblicazione: 24/10/2003

Categoria:
Politica » Politica Estera

Area Geografica
Europa » Italia

massimo fini

Annunci Immobiliari | Immobili Milano | Mutui Case  
Politica :: Politica Estera :: E’ ora di liberarsi degli americani
E’ ora di liberarsi degli americani, L’assoluzione del pilota Usa è un atto di arroganza nei confronti dell’Italia. Che con l’adesione alla Nato ha rinunciato per 50 anni alla propria sovranità. Adesso basta., [b]Massimo Fini da Il Borghese del: 17/03/1999[/b] A meno che non si appartenga a Rifondazione Comunista, ai Comunisti italiani o alla Lega, cioè
Politica, Politica Estera, , mutui, finanza, mercato azionario, borsa e monete, fisco, prestiti personali, prestiti al consumo, conti correnti
esecuzione in 0,109 sec.
6 visitatori connessi