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Casa a rate con il mutuo, le occasioni per gli immigrati Vivere in affitto a Treviso costa tanto. Tra i 600 e i 700 euro in media. I proprietari, poi, preferiscono persone italiane. E' vero, anche i prezzi degli immobili sono aumentati. Ma pagando un mutuo ventennale, la casa dove vivo diventa mia. Una bella differenza". La storia di Mohamed Elbrini, 44 anni, marocchino, caporeparto alla Filinox di Conegliano Veneto (Tv), in Italia da 15 anni, è quella di molti immigrati che in Veneto hanno comprato un immobile. "Nella mia zona - commenta Mohamed - c'è stato un vero boom degli acquisti, frenato solo nell'ultimo anno e mezzo dalla crisi dovuta alle delocalizzazioni delle aziende nell'Est europeo". Comprare casa, comunque non è facile, per un italiano come per un immigrato. Il primo problema è individuare la banca giusta. Poi ci sono i documenti e le garanzie da fornire. "La prima banca alla quale mi sono rivolto era disponibile a finanziare solo il 50% del costo. Poi ne ho trovata un'altra che arrivava al 90%. Ma la busta paga mia e di mia moglie italiana sembravano non bastare. Chiedevano anche la firma di mio fratello o di mio suocero. E sono stati necessari numerosi colloqui per convincere i responsabili ad accontentarsi del patrimonio di mia moglie come garanzia". Il caso Nord est Treviso è una realtà particolare, dove gli enti locali sono dovuti intervenire per fare fronte all'emergenza casa. La Provincia, ad esempio, ha firmato convenzioni con i principali istituti di credito della zona per agevolazioni a tutti i residenti. Immigrati compresi, dunque. "Delle 3220 pratiche di mutuo avviate nel 2004 - racconta Michela Peloso, responsabile dello sportello della Provincia - circa il 15% riguarda cittadini extracomunitari". Ormai, non sono più solo le giovani coppie italiane a ricorrere al mutuo. Anche per gli stranieri che nel nostro paese hanno intenzione di restare, magari dopo aver portato in Italia moglie e figli, comprare casa è un'esigenza diffusa. Mancano cifre ufficiali del fenomeno, perché i prestiti non sono catalogati per nazionalità. Ma si registrano tendenze. Nel 2004, ad esempio, la Fineco ha concesso l'11% dei suoi mutui a extracomunitari nel Nord est e circa il 6% nel resto del Paese. "Si tratta di un trend in aumento - afferma Claudio Fusi, responsabile d'area - così come mi sembra cresca l'attenzione degli istituti di credito nei confronti degli stranieri". Propensione all'acquisto La propensione all'acquisto è favorita da forme più favorevoli di accesso ai finanziamenti. Il ribasso degli interessi dei mutui a partire dal 1997, la possibilità di ottenere mutui pari al 100% del valore dell'immobile e di estendere fino a 30 anni la restituzione del prestito, ha consentito a una minoranza di immigrati di emanciparsi dal mercato dell'affitto. Secondo i dati della Fondazione Ismu, gli extracomunitari proprietari di casa in Lombardia sono passati dall'8,5% nel 2001 al 10,9% nel 2003. Ma la tendenza riguarda tutta la penisola. Una studio del Censis calcola 148 mila proprietari di casa nel 2004 su poco più di 2 milioni di persone residenti in Italia con il permesso di soggiorno. In una ricerca realizzata dalla Fondazione Silvano Andolfi sulla qualità della vita delle famiglie immigrate in Italia, (pubblicata nel 2003), infine, il 9,8% degli intervistati risultava proprietario della casa in cui viveva. Le società di intermediazione Yovance Costadinoski, macedone, 32 anni, da 11 in Italia, operaio con contratto a tempo indeterminato in un cantiere edile a Ladispoli (Roma), per acquistare casa si è dovuto rivolgere a una società di intermediazione creditizia. Una di quelle agenzie che si occupano di individuare l'istituto di credito, magari attivo solo on-line, raccogliere la documentazione necessaria, seguire l'istruttoria della pratica. "Ho girato molte banche - continua Yovance - prima di trovarne una disponibile". Mesi di ricerche e poi, grazie all'agenzia di intermediazione, l'approdo alla Unicredit e l'inizio dell'odissea burocratica. "Ho dovuto presentare un'infinità di documenti. Lo stato di famiglia, il certificato di nascita e il casellario giudiziario macedoni tradotti in italiano dall'ambasciata italiana a Skopje. Poi il certificato di residenza in Italia, la busta paga e la dichiarazione dei redditi. Oltre ad una lettera del datore di lavoro mio e di mia moglie". Tasso di interesse fisso o variabile? Quando marito e moglie lavorano, è più facile ottenere un mutuo, perché, di solito, non si chiede la garanzia ulteriore di un fideiussore che si impegna a pagare in caso di difficoltà. Resta l'ipoteca (vale a dire che se non paghi la banca si prende la casa) e la necessità di dimostrare un'entrata mensile superiore alla rata da pagare. Anche la scelta del tasso di interesse è legata al reddito. Quello fisso è più alto ma garantisce rate invariate. "Avrei preferito un tasso fisso - conclude Yovance - ma con lo stipendio mio e di mia moglie non potevamo permettercelo e così sono stato costretto a optare per uno variabile (con il tasso di mercato, ndr)". Alla fine, dopo 5 mesi di una procedura lunga e costosa, Yovance ha avuto il suo mutuo: 70 mila euro, l'80% del prezzo della casa acquistata alla periferia di Ladispoli. Da restituire in 25 anni con rate di 400 euro al mese. Più problemi per i single Il problema di Pilar Saravia, divorziata, 54 anni, peruviana, contratto part-time alla Uil di Roma, era di non avere nessuno che potesse garantire per lei. "Mi sono rivolta alla Abbey Bank. Sapevo che la quota finanziata con il ricorso al credito poteva arrivare al 100%. Proprio quello che cercavo. Ma potevo esibire solo la mia busta paga e la banca mi chiedeva la fideiussione di un parente di primo grado. Peccato che nessuno di loro viva in Italia". Se non avesse potuto contare sul denaro anticipatogli da vari amici, Pilar non avrebbe mai comprato casa a Roma. "Alla Abbey Bank, non potendo offrire le garanzie che chiedevano, mi hanno concesso solo un finanziamento del 64%. Ossia 63 mila euro, ad un tasso fisso del 3,7%, da restituire in 22 anni. Il resto della somma, l'ho dovuto pagare subito in contanti io". Le garanzie chieste dalle banche In linea di massima gli istituti di credito non fanno distinzione tra clienti italiani e stranieri. Contano la capacità di rimborso e la busta paga. "A parte la carta di soggiorno o un permesso di soggiorno di una certa durata - spiega Silvana Petri, responsabile della Carige di Genova - le garanzie richieste sono le stesse. Servono il contratto di lavoro a tempo (possibilmente) indeterminato e uno stipendio mensile pari almeno a tre volte la rata del mutuo da pagare a fine mese. Se la persona è single, abbiamo bisogno di una fideiussione. Se si tratta di una coppia o di un nucleo familiare con due buste paga, concediamo mutui fino al 100% del valore dell'immobile". Il discorso è simile altrove, con qualche sfumatura. "Chiediamo un lavoro stabile - dice Mario Erba, funzionario della Banca popolare di Sondrio - un certo numero di anni di residenza in Italia e un già avvenuto ricongiungimento familiare. La rata mensile da pagare varia in funzione del reddito e del valore dell'immobile". Agevolazioni per gli stranieri Non mancano, in Italia, pacchetti specifici per la clientela straniera. Ma sono un'eccezione. Così come sono un'eccezione, in negativo, casi come quello della Cassa di risparmio di Civitavecchia, che agli immigrati concede mutui solo fino al 60% del valore dell'immobile. La Cassa di risparmio di Padova e Rovigo (Gruppo San Paolo) sta lavorando a mutui agevolati per stranieri "stabili" sul territorio. Un progetto simile è allo studio della Banca Sella. Originale l'iniziativa di un gruppo di 9 banche di credito cooperativo del bergamasco: un accordo con l'associazione Casa Amica (impegnata da anni nell'accoglienza di immigrati). La banca offre un tasso di interesse più basso. L'associazione firma una fideiussione a favore dell'immigrato. "Nel 2004 almeno dieci famiglie extracomunitarie - racconta Francisco Guzman di Casa Amica - hanno comprato casa con questo sistema". Il mutuo 'Corano compatibile' Un caso a sé è invece quello della Cassa di risparmio di Fabriano. La banca marchigiana sta cercando di mettere a punto un servizio rivolto ai musulmani di stretta osservanza, per i quali non è lecito né incassare né pagare interessi: il "mutuo Corano compatibile". "Utilizzando l'esperienza in questo campo della Bank of Islam di Londra - spiega Vincenzo Tagliaferro, direttore dell'istituto di credito - stiamo pensando a una sorta di contratto di affitto con riscatto finale della casa, anche se non abbiamo trovato ancora la formula giusta per armonizzare il diritto islamico con quello italiano". L'iniziativa, comunque, incontra il plauso di Omar Camilletti, consigliere della sezione italiana della Lega musulmana mondiale, che commenta: "Ben venga un progetto che amplia la gamma dell'offerta e favorisce l'integrazione dei musulmani nella società italiana, salvaguardando i loro sentimenti religiosi". ( FONTE IL PASSAPORTO) 2005-03-17 17:29:57
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