|
Massimo Fini da L'Indipendente del: 18/05/1994 Egregio ministro dell’Interno, onorevole Roberto Maroni, ho visto che il suo primo provvedimento significativo, quale nuovo titolare del Viminale, è stato la rimozione del prefetto e del questore di Vicenza colpevoli di aver autorizzato un corteo di naziskin che si è svolto peraltro senza alcun incidente, cosa questa, che sarebbe dovuta andare a merito, e non a demerito, del prefetto e del questore il cui compito non è di fare valutazioni politiche (ci mancherebbe altro), ma solo di ordine pubblico, secondo quanto detta l’articolo 17 della Costituzione. Ho visto anche, onorevole Maroni, che il suo ministro di Polizia, lo specchiatissimo Vincenzo Parisi, ha disposto che «non saranno più consentiti cortei e manifestazioni simboliche dello stesso tipo» e che Lei si è affrettato a confermare questa disposizione.
Molto bene, onorevole Ministro. Io spero però che Ella vorrà essere coerente con se stesso e conseguente allo spirito di queste disposizioni. E quindi vietare, d’ora in poi, i raduni (o adunate?) e i comizi della Lega. Sono stato presente infatti, in qualche occasione, ai raduni del partito da cui Ella proviene e vi ho sentito declamare spesso slogan razzisti contro i meridionali. Ora, ammesso che esista un reato di razzismo anche quando questo non si esplichi in azioni violente (cosa di cui io dubito molto, perché almeno i sentimenti dovrebbero essere liberi, ma Lei, a quanto pare, no) esso non può riguardare, come soggetto offeso, solo gli ebrei ma qualsiasi comunità etnica, religiosa, culturale. Quindi i raduni (o le adunate?) in cui si manifesti un qualsiasi tipo di razzismo devono essere, d’ora in poi, vietati, a cominciare da quelli della Lega dove, oltretutto, sventolano antiche bandiere dal tono non meno equivoco di quelle runiche e celtiche esibite l’altro giorno dai naziskin. Sempre che, naturalmente. onorevole Ministro, Ella voglia essere coerente.
Per lo stesso motivo temo che dovrà vietare, in futuro, molte adunate degli esponenti di un partito, l’Msi-Alleanza nazionale, che siede con Lei al Governo, soprattutto quelle dei giovani missini dove si fa sfoggio del “saluto romano “ e questo concreta, in modo assai più preciso, mi pare, delle croci runiche e celtiche, quell’ “apologia di fascismo“ in base alla quale, anche, si vogliono vietare ora le manifestazioni dei naziskin. Temo inoltre, onorevole Ministro, che Ella dovrà chiudere al più presto la sede missina da cui proviene il suo collega Gianfranco Fini perché mi risulta che in essa troneggi un enorme busto di Benito Mussolini che, dal punto di vista nostalgico, è ben più inquietante di quel soldatino di Hitler, sei centimetri di altezza, per il quale le organizzazioni antirazziste francesi misero in croce un fabbricante di giocattoli. E credo che se sguinzaglierà la sua psicopolizia troverà non solo molte altre sedi missine, ma anche abitazioni di autorevolissimi rappresentanti di quel partito, colme di simboli del passato regime fascista. Le do anzi una dritta che, poiche non mi piace fare il delatore, riguarda me stesso. Io, onorevole Maroni, lo confesso, posseggo, oltre a quelladi Lenin, “l’opera omnia” di Benito Mussolini, letture entrambe che, diciamo la verità, sono inquietanti e francamente inammissibili per un sincero democratico quale Lei è. Non so, onorevole Maroni, se Ella si rende pienamente conto della strada che, per eccesso di zelo o coda di paglia o perché semplicemente è un ministro dell’ Interno che si è autodestinato a cedere alla piazza (che non è, egregio Signore, quella di 200 strapenati naziskin, ma quella dei mass media), ha così imboccato. Una strada che, violando ogni diritto democratico garantito dalla Costituzione a tutti i cittadini di questo Paese, parte dai naziskin e può portare ovunque.
Già ieri Andrea Barbato, nella sua consueta cartolina, ha sostenuto che come i tedeschi stanno per votare una legge che condanna alla galera chi nega la realtà dell’ Olocausto così noi dovremmo introdurne una similare per chi nega che il fascismo sia stato un movimento criminale e deleterio per la storia italiana. Ma sì! Diteci subito, magari per iscritto (con un libretto, perché no?, tipo quello di Mao) che cosa dobbiamo pensare sul nostro passato, sul nostro presente e, possibilmente, ad evitare spiacevoli incidenti, anche sul nostro futuro. Ho l’impressione, caro Maroni, che noi stiamo uscendo da una Prima Repubblica, certamente indegna per furti, ruberie e malversazioni varie, ma dove perlomeno persisteva una qualche tolleranza, per merito soprattutto, bisogna pur dirlo, dei democristiani, per entrare in una Seconda che si configura come uno Stato di polizia, anzi di psicopolizia, dove oggi si puniscono, per le loro idee, i naziskin e domani chissà chi, magari anche quell’Andrea Barbato che adesso fa il ganassa su Raitre (a proposito: non risulta che il Barbato abbia mai rinnegato in modo convincente la pura criminalità dei sistemi comunisti dell‘ Est: sia messo ai Piombi).
Il fatto è, egregio ministro dell’ Interno, che il primo atto significativo del governo Berlusconi è, grazie a Lei, un provvedimento liberticida. E fa sorridere amaro che un simile provvedimento sia stato preso da un governo che si basa su uno schieramento il quale si è pomposamente autodefinito “polo delle libertà”.
|