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Ce l’ho col Cavaliere perché mi è antipatico. Ma anche perché riesce sempre a spuntarla. Atteggiandosi a vittima.
Massimo Fini da Il Borghese del: 21/05/2000 Mi scrive un anonimo veneziano. «Ogni volta che l'ascolto a Zapping o quando la leggo sul Borghese mi investe un atroce dubbio: Berlusconi avrà per caso rotto il culo a Massimo Fini? Io mi auguro che non sia vero, ma credo che lei soffra dell'incubo Berlusconi come tanti italiani e come tantissima stampa (troppa) e politici di centro-sinistra. Sia più riflessivo e qualche volta dimentichi Berlusconi e non lo usi anche lei, che è molto intelligente, come il prezzemolo. A demonizzarlo sono già sufficienti il 90 per cento della stampa, il 90 per cento delle tivù pubbliche e private, compreso canale 5 di Mediaset, il 100 per cento degli uomini di cultura e politici dell'attuale regime».
Io non credo che ci sia bisogno di averlo preso nel didietro per essere inquietati dal personaggio Berlusconi. Sarò fatto in modo sbagliato ma a me inquieta un signore che riceve dai tribunali assoluzioni di cui c'è più da vergognarsi che da andar fieri, come quella che ha avuto l'altra settimana dalla Seconda Corte d'Appello di Milano per le tangenti alla Guardia di Finanza. Berlusconi infatti è stato assolto nel merito solo per la tangente di Telepiù (che ci fu, dato che il manager Fininvest Sciascia è stato condannato), ma per gli altri tre episodi di corruzione (Videotime, Mondadori e Mediolanum) l'assoluzione deriva dalla prescrizione. Il che vuol dire che i pur benevoli giudici di Appello hanno ritenuto, come i loro colleghi di primo grado, Berlusconi responsabile di quei reati, solo che, avendogli concesso, a differenza di quelli, le attenuanti generiche, hanno dichiarato i reati prescritti. Che si tratti di una assoluzione ignominiosa, a dispetto delle trionfali dichiarazioni forziste, è confermato dal fatto che gli avvocati del Cavaliere hanno proposto ricorso in cassazione. Io sarò fatto in modo sbagliato ma a me inquieta un signore che è stato assolto, solo perché il reato è prescritto, per i 21 miliardi che la società All Iberian, controllata dalla Fininvest, diede a Bettino Craxi e che se l'è cavata con l'amnistia per la presunta frode fiscale di Macherio. Io sarò fatto in modo sbagliato ma m'inquieta un signore che ha in corso un processo per falso in bilancio (caso Lentini), uno per falso in bilancio consolidato (e si tratta di migliaia di miliardi), un processo per un'altro spezzone All Iberian e, assieme a Previti, un processo per un reato gravissimo come la corruzione di magistrati. Sarò fatto in modo sbagliato ma a me inquieta un signore che nel maggio del 1990, quando nessuna persecuzione politico-giudiziaria era ipotizzabile nei suoi confronti, è stato dichiarato dalla Corte d'Appello di Venezia testimone spergiuro (testimoniò cioè il falso in Tribunale) e fu salvato, anche quella volta, da un'amnistia. Sarò fatto in modo sbagliato ma a me inquieta un signore inquisito per una frode fiscale di 50 miliardi e per aver aggirato le leggi antitrust, da giudici spagnoli che è difficile immaginare essere al servizio del Pci-Pds-Ds. Sarò fatto in modo sbagliato ma a me inquieta un imprenditore e uomo politico che, in spregio ad ogni regola liberista e democratica, possiede la metà del sistema televisivo del Paese (e anche questo è un lascito di Craxi Santo e Martire, che ci porteremo dietro per chissà quanto tempo) e riesce lo stesso a fare la vittima e a parlare, lui e i suoi accoliti, di regime. Se questo è un regime l'onorevole Berlusconi, proprietario di tre televisioni, del più diffuso settimanale, della più grande casa editrice italiana, del quinto quotidiano nazionale, in posizione leader nel settore edilizio, assicurativo, finanziario, pubblicitario e persino calcistico, uomo più ricco del Paese, ne è un pezzo determinante.
Per questo m'inquieta Silvio Berlusconi. Poi certo c'è un'antipatia antropologica. Detesto la sua volgarità innata, il suo narcisismo, il suo infantilismo di bambino goloso che vuole il giocattolo solo per sè, la violenza mascherata dietro il sorriso falso e, su tutto, la sua mistica del "vincente". Io sono stato, sono e sarò sempre dalla parte degli "umiliati e offesi", degli sconfitti, e se negli anni ottanta sono stato l'unico intellettuale a difendere quei missini che oggi, senza vergognarsi, mi dan del comunista, è perché allora erano degli sconfitti e dei perdenti. Per lo stesso motivo, in quegli anni, contrastavo Craxi con cui Berlusconi scambiava decisivi favori, salvo plaudire, nel momento della disfatta, al repulisti di Mani Pulite e a Di Pietro. Anche questo tutti fan finta di esserselo dimenticato. Io no.
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