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ROMA (Reuters) - Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha detto che i magistrati sono "matti", hanno delle "turbe psichiche" e sono "antropologicamente diversi dalla razza umana", parole che hanno innescato una nuova polemica tra magistratura e mondo politico.
Le parole di Berlusconi, contenute in una lunga intervista concessa a Boris Johnson, direttore di "The Spectator", e Nicholas Farrel, editorialista del quotidiano "La Voce di Rimini", sono state poi precisate dal portavoce di Berlusconi, che ha detto che si tratta di "una battuta sul filo del paradosso".
Le dichiarazioni, ancor prima della precisazione di Bonaiuti, hanno suscitato reazioni polemiche soprattutto da parte di esponenti del centrosinistra e della magistratura.
L'Associazione nazionale magistrati in una nota ha definito "gravissime" e "inaudite" le parole del premier, annunciando la convocazione d'urgenza della giunta esecutiva il 10 settembre per valutare iniziative a tutela dei magistrati.
Fabio Roia, segretario generale di Unicost, la corrente moderata e maggioritaria dell'Anm, ha detto che le parole di Berlusconi mortificano "tutto l'ordine giudiziario" e "meritano una pronta replica da parte del Capo dello Stato quale Presidente del Consiglio superiore della Magistratura".
LA GIUSTIZIA, I GIUDICI E LA STAMPA
Dopo aver attaccato le procure di Milano e Roma ed essersi dichiarato estraneo all'accusa di corruzione giudiziaria che gli viene contestata nel processo Sme -- sospeso in applicazione del cosiddetto Lodo Schifani -- il premier, per esemplificare l'accanimento della magistratura, ha citato nell'intervista il caso del processo a Andreotti, assolto in secondo grado a Palermo per concorso con la mafia.
"Questi giudici sono doppiamente matti. Per prima cosa, perché lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana", si legge nel testo.
Poi la nota di Bonaiuti spiega: "Una chiacchierata estiva con un amico del partito conservatore inglese, la differenza di lingua e una evidente coloritura giornalistica hanno trasformato una battuta sul filo del paradosso, relativa a singoli personaggi, in una considerazione di ordine generale su un'intera categoria. Cosa che evidentemente non era e non è", si legge nella nota del portavoce del presidente del Consiglio diffusa da palazzo Chigi.
Nella stessa intervista, dopo aver respinto le accuse di corruzione nei suoi confronti, alla domanda sul perché l'opinione pubblica non lo capirebbe all'estero, il premier ha risposto: "Credo che l'80% dei giornalisti siano di sinistra, e abbiano rapporti molto stretti con l'informazione estera, e hanno tutti un club a Roma".
"Non concedo conferenze stampa all'informazione estera perché loro le usano solo come opportunità per attaccarmi. Non prendono in considerazione cosa faccio o dico. Scrivono ciò che è già nella loro testa. Non capiscono la nostra magistratura".
"Guardate, Andreotti non è un mio amico. Lui è di sinistra -- continua Berlusconi nell'intervista --. Hanno creato questa menzogna per dimostrare che la Democrazia Cristiana [...] non era un partito etico, ma un partito vicino alla criminalità. Ma non è vero, è una follia".
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