|
Nessuno cambiamento di rotta nella politica della Bce
Bce, scommessa sul rinvio. Giovedì torna a riunirsi a Francoforte il Consiglio direttivo della Banca centrale europea (Bce), ma il nuovo anno non porterà un cambiamento di rotta nella politica monetaria e i tassi di interesse dell'Eurozona resteranno quindi al livello del 2% al quale sono inchiodati ormai dal giugno del 2003. Nessuno tra gli economisti intervistati come ogni mese da Afx e France Presse è disposto a scommettere su una mossa immediata e soltanto una minoranza (5 su 30) ritiene possibile l'avvio di un ciclo di strette monetarie a partire dal secondo trimestre dell'anno. Per la gran parte degli osservatori, dunque, l'atteggiamento di attesa dell'Istituto centrale è destinato a protrarsi ancora per qualche tempo, ma non per questo è destinata a scemare l'attenzione per la successiva conferenza stampa del presidente Jean-Claude Trichet. Il mese scorso l'ex governatore della Banca di Francia aveva fatto uso di toni inaspettatamente aggressivi, sia quando aveva sottolineato i rischi sull'inflazione, sia quando aveva ammesso che nel corso della riunione si era discusso di un aumento dei tassi di interesse. "È probabile - osserva a questo proposito Lorenzo Codogno di Bank of America - che la Bce prenda nota della nuova debolezza dei consumi in Germania e per questo possa riconsiderare la visione sulla crescita economica moderando il proprio linguaggio". Anche Annemarieke Christian di Morgan Stanley si aspetta "commenti più bilanciati questo mese dal presidente Trichet", visto che "le previsioni sulla crescita 2005 sembrano ottimistiche e l'inflazione potrebbe scendere e restare sotto la soglia del 2% nel corso dell'anno". Giovedì l'attenzione generale sarà inevitabilmente puntata anche sulla situazione dei mercati valutari, anche se il veemente recupero operato dal dollaro nella prima settimana del 2005 tende per il momento a ridurre la pressione sugli esportatori europei e quindi sulla balbettante ripresa dell'Eurozona. Difficilmente però Trichet, che proprio ieri al G10 di Basilea ha mostrato apprezzamento per le parole del segretario al Tesoro Usa John Snow sulla volontà di proseguire una politica del dollaro forte attraverso una politica fiscale più austera, si sbilancerà sulla questione. "La recente moderazione nel rialzo dell'euro - sostengono da Ubs - ha probabilmente alleviato la pressione sulla Bce e potrebbe indurla a commentare sulla vicenda; sarà interessante vedere se Trichet coglierà l'opportunità per parlare dell'euro/dollaro, ma sospettiamo che non lo farà". 2005-01-11 11:49:00
|