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Nove persone sono morte e una ventina è rimasta ferita in un'esplosione, ritenuta un attentato dinamitardo, nell'isola di Jolo, nelle Filippine meridionali in preda a una ribellione separatista musulmana.
L'ordigno è scoppiato all'interno di un piccolo negozio, facendo strage tra i clienti. Lo ha reso noto un portavoce dell'Esercito filippino, maggiore Gami Hayudini, secondo il quale finora nessun gruppo ha rivendicato l'azione di violenza; la polizia locale sospetta tuttavia che sia stata opera di Abu Sayyaf, un movimento fondamentalista musulmano legato a Al-Qaeda, in passato responsabile tra l'altro del rapimento di innumerevoli ostaggi, anche occidentali, molti dei quali poi uccisi a sangue freddo.
Il Sole 24 Ore 27 marzo 2006
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